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Per gli Insegnanti di pianoforte o di altri strumenti
musicali con annesse tutte le materie del settore, c'è l'opportunità di
essere inseriti in un data base specifico,dal quale verranno prelevati solo
i dati necessari per le eventuali richieste da parte di futuri allievi che
cercano il loro insegnante specifico, nel contesto della privacy. Per avere
tutto ciò è sufficiente mandare un curriculum compreso le zone ( C.A.P. )
dove si preferisce insegnare a Roma e/o provincia ed inoltre se si desidera
insegnare nel proprio studio oppure presso l'abitazione degli allievi. E'
possibile anche segnalare eventuali scuole dove si insegna. Il tutto dovrà
essere scritto a direzione@accazeta.it
Per gli Allievi invece è sufficiente inviare
tutti i propri dati anagrafici e la preferenza eventuale del sesso
dell'Insegnante oltre ovviamente lo strumento musicale e/o le materie che si
vogliono studiare. Il tutto dovrà essere scritto a
morelli.r@accazeta.it
BREVE STORIA DEL
PIANOFORTE
Le origini del
Pianoforte, possono sicuramente risalire al
Monocordo,
strumento di studio della fisica-acustica, attribuito a PITAGORA ( nato
sull'isola di Samo nel 560 a.C. - morto a Metaponto nel 480 a.C. circa ).
Il monocordo, è costituito da una cassetta rettangolare di legno, con sopra
una sola corda tesa fra due ponticelli fissi alle due estremità opposte e
posta su un terzo ponticello intermedio mobile, in modo da ottenere
vibrazioni diverse dai due settori pizzicati della corda a secondo
della posizione del ponticello mobile. In questo modo si possono verificare
i rapporti tra la lunghezza della corda e l'altezza del suono. Così Pitagora
riuscì oltretutto, ad ottenere i rapporti, oggi conosciuti, compresi fra il
suono fondamentale e la sua ottava, detta anche scala pitagorica.
Al monocordo
fecero seguito il Dulcimer, (strumento dei paesi anglosassoni,
costituito da una specie di cetra con cassa di risonanza e molte corde
che venivano percosse a mano con martelletti di legno), il
Sonometro , il Tympanon o Cymbalum
ed il Salterio
al quale verso il 1300 fu applicata la tastiera e così si ebbe il
Clavicordo il quale giustamente può essere definito l'anello di
congiunzione fra il Monocordo ed il
Pianoforte.
IL POTERE DELLE LEZIONI DI PIANOFORTE
Le lezioni di
pianoforte sono un metodo fondamentale per fare apprezzare ad un bambino la
musica. Ma i veri benefici che derivano dal suonare il pianoforte sono
innanzi tutto quelli non musicali. Non è importante per un bambino suonare
una canzone alla perfezione. Quello che è importante per un bambino è uno
sviluppo al meglio delle sue abilità. E il pianoforte è l’”attrezzo
educativo” che può aiutare ad accelerare lo sviluppo di un bambino.
Le “Tre C”
sono le chiavi
Quando un
bambino prende lezioni di pianoforte, impara le “tre c” -
concentrazione, coordinazione e confidenza in se stesso - qualità
importanti che aiutano un bambino ad arrivare alla sua maggiore
potenzialità.
Studiare il
pianoforte richiede “concentrazione” totale
Un bambino
impara a leggere due righe di musica, ad usare insieme orecchie, braccia,
gambe e tutte le dieci dita, con il cervello che assegna ad ogni parte del
corpo un compito diverso, da svolgersi simultaneamente. Nessun’altra
attività permette ad un bambino di esercitare tutte queste abilità in
maniera così costruttiva.
La forza
della “coordinazione”
Le lezioni di
pianoforte sviluppano anche la coordinazione tra mente e muscoli, che si
trasferisce poi su tante attività quotidiane incluse una migliorata
coordinazione mano-occhio, maggior godimento d’attività sportive e
competitive e l’uso completo sia della parte sinistra sia di quella destra
del cervello.
La lezione di
pianoforte è un vero costruttore di “confidenza in se stesso”
Il bambino
comincia a sperimentare i benefici della concentrazione e della
coordinazione, comincia a sentire un senso di confidenza in se stesso.
Eseguire un compito difficile è molto remunerativo e questo permette al
bambino di sentirsi soddisfatto per quello che ha compiuto. Ovviamente
quanto sopra detto non è valido solo per i bambini, anzi un’infinità
d’adulti ha riscontrato su se stessi ciò suddetto, con l’aggiunta d’altre
scoperte meravigliose!!
CONCLUSIONE
Vogliamo sperare
che queste note spronino il cortese lettore a conoscere sempre meglio e ad
amare sempre più il suo pianoforte, così che questo diventi un vero amico,
al quale confidare il proprio animo negli inevitabili alti e bassi della
vita umana.
A chi suona per
semplice diletto, auguriamo che gli sia di piacevole distensione dopo le
fatiche del lavoro quotidiano; a chi se ne serve per sua attività
professionale formuliamo voti vivissimi e cordiali affinché gli sia mezzo
per il raggiungimento di grandi soddisfazioni, spirituali e materiali, fino
alle più alte vette dell’arte.
§§ P O E S I A I N M U S I C A §§
==DO=RE=MI=FA=SOL=LA=SI=
DO
DOLCI e soavi Melodie,si diffondono
nell’immenso CREATO.......
Cinguettii di variopinti uccelli,
sussurrii delle fresche acque dei ruscelli,
echeggiar di festose voci di bambini.
RE RECANO, dall’alba dorata,
alla misteriosa
notte , dalla pallida luna ,
rischiarata, da
innumerevoli stelle ...adornata,
mille messaggi, d’amore,
all’innamorata.
MI
MILLE...messaggi di felicità,
di speranza e di pace , in
meravigliose Armonie, che s’odono...
da presso e... da lontano.....
FA
FANTASTICA....è la Melodia che
parla ad ognuno di : PACE e
d’AMORE ;
con linguaggio arcano, donando
Gioia contro ogni affanno umano.
SOL
SOGNA, ognuno, di essere amato,
nel Tempo e nel Luogo del DIVINO CREATO.
Suoni di mille strumenti e voci umane
diffondono gaiezza, con ARMONIE ARCANE .
LA LA’ .... nell’INFINITO,
vagano MELODIE,
di : Valzer,
Gavotte, Minuetti , Polche...
Danze leggiadre, oppur sfrenate....
Espressioni di momenti e vari sentimenti..
SI
SINFONIE solenni , oppur gioiose, che parlano
di Vittorie o di Preghiere. Ognun ne gode,
e
nel continuo ed eterno anelito di
PACE e d’AMORE.....raggiunge, appagato,
l’ ARMONIA del CREATO .
di Gabriella Albamonte.

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